CoMbricCola CiNemAtogrAfiCa

Thursday, November 30, 2006

"je vais prendre un douche"

ebbene si' alla fine poteva succedere: vi tradisco.
faccio un corto ironico-comico-demenziale su di un uomo che si fa la doccia sotto il jette d'eau in pieno inverno (cosa che a voi non dirà forse niente)... un giorno finita l'opera ve lo strapostero'. anzi spero di portarvelo finito per pasqua. Intanto c'è l'idea, non esattamente del mio sacco ma neanche del tutto a me estranea. Spero di poter tornare pieno d'ironia per i prossimi corti "estivi" insieme a voi, unici incontestati 4 red fruits.

Thursday, November 16, 2006

Progetto concreto

Salve a tutti.
il pollettivo degli sds di sesto ha deciso di fare un'assemblea sul
problema trasporti ed il problema della mensa al polo scientifico.
ho avanzato l'idea di aprire l'assemblea con due filmati inchesta
sulla situazione sulla falsariga dei format dei talk show televisivi
tipo ballarò, che per rendere più interessante un argomento partono
sempre da un servizio che lo introduce e pone la questione tramite
immagini, interviste e dati.

abbiamo un paio di settimane per realizzare il tutto, ce la facciamo
a realizzare questo ambizioso progetto?

bisogna buttare giù un progetto concreto di cose da fare,
idee, modi di inquadrare, domande da fare, musiche di sottofondo,
idee per mettere più a nudo i problemi...

Io ho già il titolo per il servizio sulla mobilità
"Omega" che è un po' scherzoso per un polo scientifico,
perchè con la lettera omega si indica in genere la frequenza di
un processo fisico: in questo caso i bus che nelle ore di punta sono
strapieni e non passano abbastanza spesso...
l'idea generale è quella di fare un percorso del 57 dalla stazione/piazza san marco
al polo di novoli eppoi al polo di sesto... con interviste ai passeggeri
stretti come sardine.
interviste ai conducenti...
proporre tramite interviste alcune delle soluzioni ai problemi...

per la mensa le idee sono più difficili, secondo me era carino fare una cosa
del tipo dal terrazzo del free flow inquadrare il polo e salutare e con
uno stacco uno dal polo che guarda la mensa da lontano e risponde al saluto
tanto per far vedere quanto è lontano. dal polo.
oppure far vedere che ci vuole per forza la macchina per andarci perchè se uno
prova ad andaci a piedi rischia la vita dato che non c'è passaggio pedonale.
e se uno non ha la macchina? semplice col fatto che i bus fanno schifo, c'è
tanta gente che viene in macchina...

okkei
contribuite contribuite contribuite

pippo

Wednesday, November 15, 2006

consiglio:cercare hoppipolla

cercare e guardare il video di hoppipolla su youtube (io non lo so figamente mettere come il controllore del sito)

Tuesday, November 14, 2006

siamo qui riuniti



cari amici e care amiche, siamo oggi qui riuniti per celebrare il funerale del cervello di marco lindo ferretti, artista, poeta, che ha deliziato le nostre orecchie creando con le sue parole canzoni meravigliose.
Cantante e cofondatore con Massimo Zamboni nel 1982 a Berlino dei CCCP, uno gruppo di "punk emiliano fedele alla linea" che con la sua creatività ha scosso e profondamente cambiato la scena musicale italiana. Molta della musica si rifà a loro, compresi i recenti e favolosi Offlaga Disco Pax.

Nota a molti la sua neanche più recente conversione al cattolicesimo che si fa sempre più sfrenata e lo porta da vecchie posizioni di estrema sinistra ad aver votato alle ultime elezioni la Casa delle Libertà definendo ieri ad Otto e Mezzo di Ferrara questo gesto come una liberazione.
L'intervista di ieri sera mi ha rpofondamente scosso e deluso. Non condanno certo una riscoperta della propria spiritualità o quant'altro, ma arrivare a dire quello che ha detto ieri sera ce ne vuole.
Salutiamo il cervello del caro amico canticchiando una canzone scrita nel lontano 1984:
"islampunkislampunkislampunkundpunkislam..."

Monday, November 13, 2006

in un eterno dimenticare

cara combriccola, l'ennuyant ètude de l'anthropologie evolutioniste mi ha spinto a concretizzare la riflessione sul corto-dormiveglia di cui tanto avevamo parlato nello studioso settembre isolottiano: è completamente inutile cercare di tirarne fuori una storia, o una trama, in quanto trama non vi puo' essere là dove si vuol descrivere quello stato. A meno che non si voglia descrivere un particolare flusso di coscienza, ma non era questo nelle mie intenzioni iniziali, visto che di esempi interessanti la storia del pensiero (da Joyce a Waking life) ce ne ha già forniti. Attenzione: non è la solita banale critica (oltrechè prima regola fondante dei 4 red fruits) per cui "tutto è già stato fatto", ma piuttosto uno spunto che mi ha fatto capire dove il progetto dovrebbe andare a parare. Si tratta non tanto di descrivere qualcosa, ma di cercare di indurre nello spettatore lo stesso stato di cose, lo stesso dormiveglia (o meglio: risveglio parzialmente cosciente, che è piu' esattamente il fenomeno a cui pensavamo), in un prolungamento che sia maggiore ai 5-15 secondi che in genere ci sono concessi a tratti durante la notte.
Quindi vi informo che sto scrivendo la colonna sonora ed un insieme di immagini che dovrebbero evocare concettualmente il fenomeno (vista la difficoltà, comunque, di creare un VERO dormiveglia nella mente degli spettatori, che magari vengono freschi freschi da un caffè).
La colonna sonora dovrebbe essere fatta di un accordo su piano, e magari rumoristica lontana, o meglio ancora di sovrapposizioni e frapposizioni dello stesso accordo in una transizione non logica tra piu' strumenti.
Le immagini sono luci, soffitti, comodini ondate di coperte, penombre, ombre, secondo la casualità e la disposizione del momento, trattate con uno o piu filtri opacizzanti che sfumino giochi di luce in vari modi. Se questi filtri non sono ottenibili via telecamera o via final cut, si puo' procedere all'utilizzo di vetri opachi, non difficili da trovare. Anzi, forse la soluzione "analogico-meccanica" piuttosto che "digitale" potrebbe rendere ancor meglio, se fatta bene.
A questo primo stato di immagini si possono poi inserire parole e altre immagini totalmente non inerenti, che sarebbero il vero e proprio stream of consciousness. Ora, i frammenti di questo stream non devono avere trame intellegibili per lo spettatore, in quanto il nostro scopo non dovrebbe essere, come già detto, di raccontare il contenuto di tali stream of consciousness, anche perchè noi vogliamo uno stato e non una storia, per quanto figa possa essere.
Arrivato a questo punto della riflessione sul corto (o forse a questo punto si è già metamorfizzata in un minuto o piu di videoarte, senza paura di pronunciar si grande parola, perchè insomma una parola andra pur pronunciata, per capirci, no?) mi sono accorto che il contenuto non era minimamente spiegato, e che si rischiava di creare un vuoto interpretativo simile a quello di "palloncini" in cui l'evocazione metaforica era forse non abbastanza forte da poter filtrare il messaggio. Dunque mi son permesso di scriver giu due righe, che possono essere messe prima della proiezione, durante in sovraimpressione, durante in reading, o dopo a chiosa, scritta o recitata anch'essa, dipende. Ed eccole qua:

Quell'insieme di momenti
disperso tutt'intorno e dentro
mosche di luce nella testa
rimosse, rimosse
campo minato
terra di nessuno

Quell'insieme di momenti
quell'insieme di movimenti
totalmente liberi dalle dittature
di tutti quelli mi vorrei nutrire

e fluire

fluire

fluire

in un eterno dimenticare.

Detto questo, ribadisco, come direbbe il bukoskiano Pippo, che è una proposta, da smembrare e migliorare, o da prendere cosi' com'è, se piace. Io ci ho cominciato a lavorare nel mio esilio, e già a dicembre vi diro' nuove, se volete portare avanti il progetto, cosa che mi farebbe felice.

Tuesday, November 07, 2006

Delibero lirio

La darkettona classica, bianchissima, vestita nerissimo pochissimo e pajettantissimo, con occhioni azzurri gelidi e spaccacuore.

estate, calda e appiccicosa, un ruscello freddo, lei porta un due pezzi nero,
lui un paio di bermuda del tipo lungo fino al ginocchio.
Stacchi vari, sognanti, di loro due che, si leggono un libro sotto l'ombra degli alberi,
si schizzano con l'acqua gelata...

notte invernale, aria fredda e chiara, dentro, una festa con i the cure che
rimbalzano sulle pareti.
lei porta gonna a pieghe rosso cupo corta con sotto calzoni neri da ciclista,
le ginnocchia coperte da calze a rete dalle maglie larghe si tuffano dentro
stivaloni in pelle. sopra porta un bustino ottocentesco di pizzo nero che contrasta
con la pelle chiara.
lui è molto alto, capelli neri a ciuffi corti,
ha un paio di pantaloni neri di un tessuto pesante, sopra una maglietta bianca
con la scritta rossa "don't kill the wales".
ballano insieme nella musica, la camera li osserva da lontano mentre prendono aria
fresca fuori...

lei questa volta ha un abito viola scuro lungo con gonna lunga e gonfia,
ha un paio di scarpe ballerina con calze a righe orizzontali bianche e rosse
come la strega nel mago di Oz. porta un cappello a cilindro ed un ombrello
di pizzo...
Lui è vestito con un mantello nero foderato di rosso, è
pallidissimo e mostra i denti aguzzi di un vampiro.
si aggirano in un firenze carnevalesca. ridono insieme, guardano le vetrine
luccicose...

poi stacco su camera che allarga verso un lato del viso partendo dai suoi occhi.
lei porta un paio di jeans ed una maglietta di un gruppo dark. è ad un bar
che sta bevendo un thè, con gli occhi fissi nel vuoto, arriva il ragazzo che abbiamo
visto fin'ora
"scusa, ho notato che ogni tanto vieni qui e... volevo chiederti se potevamo
bere quacosa insieme"
lei si mostra sorpresa, poi impacciata, si alza mettendo dei soldi sul tavolo.
"scusa ma devo andare via, non mi ero accorta che è tardi" taglia corto e se ne va.
il ragazzo la osserva un attimo un po' sfavato. stacco su di lei che esce dal
locale.
piange.

fine.

ok, io la mia cagata mensile l'ho scritta. commentate pure...

Sunday, November 05, 2006

bla

chi conosciamo chi vediamo dove siamo parlare di un parlare parlare di paesaggi di miraggi con cortometraggi ma anche senza anche senza decenza proviamo a riferire cio che non c'è da dire troveremo inaspettata una cresta infiammata di momenti latenti di ubriacamenti di vita perduta e di colpo renduta. anche se non si dice renduta. chi cazzo se ne fotte no?

Wednesday, November 01, 2006

Concorso fotografico

"Oltre l'università: il mondo fuori"

Esce in questi giorni il bando per il concorso fotografico organizzato dal Collettivo di Medicina aperto agli studenti dell'Università degli studi di Firenze.
Primo premio 400 euro in materiale fotografico, secondo 200 e terzo 100... mi pare valga la pena partecipare!
Per il bando completo cliccate qui.